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Paese

Dati Generali
Il paese di Senis
È un piccolo centro della provincia di Oristano, nella Marmilla. Sorge sulle rive del Rio Imbessu. Tracce della presenza dell’uomo in questo territorio risalgono al neolitico, i monumenti e siti archeologici comprendono domus de janas, menhirs, nuraghi. Nella zona di S. Vittoria recenti scavi hanno rinvenuto una pietra sacrificale. In località Casteddu, su un colle che domina l’intera vallata, si trovano i resti di uno dei più antichi castelli della Sardegna, il castello “Funtana Menta?.
Il territorio di Senis
Altitudine: 155/527 m
Superficie: 16,05 Kmq
Popolazione: 576
Maschi: 277 - Femmine: 299
Numero di famiglie: 221
Densità di abitanti: 35,89 per Kmq
Farmacia: (Assolo) via Arborea - tel. 0783 969317
Guardia medica: (Escovedu) - tel. 0783 938087
Carabinieri: via Vittorio Emanuele, 1 - tel. 0783 969022

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Storia

SENES o SENIS, villaggio della Sardegna nella provincia d’Isili, capoluogo di mandamento della prefettura di Cagliari(*) già compreso nel dipartimento di Parte Valenza dell’antico regno di Arborea.

La situazione geografica di questo paese è determinata dalla latitudine 39° 51', e dalla long. occidentale dal merid. di Cagliari 0° 12' 30".

Siede nel declivio d’un rialto sopra un terreno umido per le acque che trasudano e ne scaturiscono.

In questa posizione si patisce molto dal calore nella estate e dal freddumido nell’inverno.

Nelle pioggie è grande irregolarità, in alcuni anni troppo frequenti, in altri scarse, o mancanti del tutto per più mesi. Nell’inverno nevica al solito non più di cinque o sei volte e il nevazzo facilmente risolvesi. La nebbia è frequentissima nell’autunno, inverno, e anche nella primavera, ma è disgrazia rara che ne patiscano i seminati.

(*) Le circoscrizioni giudiziarie come le economiche e le politiche sono state spesso di tanta bizzarria da comparire assurde.

Ecco il comune di Senis, capoluogo di mandamento, che trovasi a circa 16 miglia da Oristano, dove è un altro tribunale di prima cognizione, sottoposto al tribunale di Cagliari, che ne dista circa 39 miglia.

Con tanto senno si fecero sempre i ripartimenti, onde convenne di riformarli; ma fatti male un’altra volta si pensò a riformar in peggio !!!

Non essendo intorno alla distanza di cinque miglia altra eminenza che l’altipiano della Giara, il quale lo ripara dai venti australi, che sono tra il libeccio e il sirocco-levante, resta però Senes protetto da questi ed esposto agli altri, i quali però hanno ostacoli maggiori o minori dalle montagne circostanti: il ponente dal monte Arci, distante migl. 5; il maestro-tramontana dalla massa del Briguini, lontano da 6 in 7 miglia; il levante dall’altipiano del Sarcidano, che sorge a circa 6 miglia. I venti boreali vi influiscono più liberamente che altri.

L’aria non è pura di miasmi nè pure nella stagione fredda, nelle altre, or più or meno, è sempre viziata.

La ragione di questa malignità è in ciò che parrebbe fatto per bonificarla. Cosa rara? Si aprì nel centro stesso dell’abitato per lo scolo delle acque sporche e materie immonde un canale apposito; ma siffatta cloaca restò aperta senza volta, epperò le esalazioni mefitiche si spargono intorno con grave molestia di chi ha il senso non molto ottuso a danno della sanità. Si intende bene che il consiglio comunale, composto di uomini grossi, non senta quanto nuoccia alla pubblica utilità il tenere scoperta questa fogna; ma non si può intendere come gli amministratori della provincia, che dovrebbero far osservare la polizia sanitaria, non abbiano dopo tanti anni provveduto.

Territorio. Estendesi questo verso settentrione e ponente, e rilevasi qua e là formando delle colline, alcune delle quali sono notevoli, qual si è quella che sorge al ponente-maestro in continuazione all’eminenza, su cui sta il paese; quindi l’altra che sorge a migl.

1 1/2 del paese quasi sotto il maestrale, la quale se per la sua piccola mole non meriterebbe menzione, la merita per questo rispetto che sopra la medesima era edificato un antico castello, che avea il nome da questo comune. La totale superficie si può calcolare di circa miglia quadrate 6.

Le fonti sono rarissime e scarse, e per aver l’acqua agli usi domestici è necessario scavare dei pozzi.

Il fiume Imbessu (Ritroso) che si forma dai rivoli che scendono dalle ripe settentrionali della gran Giara divide in qualche parte questo territorio da quello di Assolo, mentre scorre verso ponente-maestro, poi volgendosi verso tramontana le traversa.

Nella sua prima direzione passa presso il paese, nella seconda bagna il piè del colle del castello.

Nella valletta a piè del rialto, in cui è il paese, scorre un rivoletto nella stagione invernale. Il fiume suddetto è pericoloso a guadarsi dopo le pioggie per l’aumento, che gli danno i torrenti.

I cacciatori non posson trovar altro in questo territorio, che conigli e lepri, e anche qualche volpe. Gli uccelli più comuni sono i passeri e le cornacchie, che nel tempo della seminazione spesso si mangiano le fave che sono per germogliare.

Nelle parti che restano incolte per il pascolo comunale, e voglio dire nel prato, trovansi sebbene rare molte piante cedue tra le macchie sparse, e tra esse alcuni alberi ghiandiferi. Si proseguono le devastazioni tagliando tutti per i loro bisogni senza pensare a sostituire altre piante e guardarle perchè crescano ai futuri bisogni de’ posteri.

Popolazione. Nello stesso citato censimento si nota la popolazione di Senes composta di anime 810, distinta in famiglie 222, e distribuita in case 213; quindi sono notati:

In rispetto all’età e al sesso:

Sotto i 5 anni

maschi 66, femmine 55;

sotto i 10 anni

mas. 53, fem. 47;

sotto i 20

mas. 81, fem. 82;

sotto i 30

mas. 65, fem. 74;

sotto i 40

mas. 46, fem. 58;

sotto i 50

mas. 51, fem. 35;

sotto i 60

mas. 29, fem. 30;

sotto i 70

mas. 16, fem. 14;

sotto gli 80

mas. 4, fem. 3;

sotto i 90

mas. 1.

In rispetto alla varia condizione domestica:

Maschi Scapoli Ammogliati Vedovi Totale
  247, 155, 10, 412.
Femmine Zitelle Maritate Vedove Totale
  216, 152, 30, 398.

Il movimento della popolazione ci dà nascite 36, morti 18, matrimoni 6.

Alle orfane o zitelle povere in tempo del loro matrimonio si distribuiscono per i loro bisogni i proventi di una lascita fatta per ciò. Rarità da notare.

I Senesi sono in massima parte applicati all’agricoltura, essendo i medesimi non meno di 280.

La pastorizia è esercitata da circa 30 persone, i mestieri da circa 15 individui, che praticano quelle poche arti, delle quali si ha massimo bisogno, ferrari, falegnami, scarpari, muratori, ecc.

La scuola elementare conta ordinariamente non più di dieci ragazzi. Dopo circa 30 anni da che essa è stabilita non si trovano nel paese che 16 persone che sanno leggere e scrivere.

Le donne lavorano più sovente sul lino, che sulla lana, e però comunemente vestono tessuti forestieri. Per cura della salute hanno due flebotomi.

Le più frequenti malattie sono infiammazioni di petto e dell’addome, febbri periodiche, gastriche, e intermittenti spesso con complicazioni. I dolori laterali sono la più comune causa della morte negli uomini.

Agricoltura. L’agro di Senes è uno de’ più felici per le produzioni cereali, ed è incontestata la sua attitudine anche per gli altri generi, per l’orticoltura, la vigna e per i fruttiferi. Se fosse più intelligente l’arte, più diligente lo studio, i prodotti quadruplicherebbero in quantità, migliorerebbero in qualità; e se si potesse con facilità trasportarli al porto d’Oristano i proprietarii senesi facilmente arricchirebbero.

La seminagione ordinaria si computa nel seguente tenore, starelli 900 di grano, 300 d’orzo, 200 di fave, 30 di diversi legumi, 100 di lino.

La fruttificazione nelle annate mediocri è di 15 pel grano, di altrettanto per l’orzo, di 20 per le fave, del 18 per i legumi. Quella del lino è pure soddisfaciente.

La qualità del grano e degli altri cereali è molto stimata.

Il monte di soccorso mantiene i fondi della sua dotazione in grano e in denaro.

L’orticoltura ha ottimi siti, e i lavori che vi si fanno sono bene compensati da larghi ed ottimi frutti. La meliga viene felicemente, i melloni, i citrioli, i cocomeri, le zucche e gli altri articoli vegetano con gran forza.

La vigna ha essa pure i suoi lunghi convenienti e le viti lussureggiano di pampini e di grossi grappoli, che maturano perfettamente.

La varietà delle uve non sono meno di quattordi

ci. Il vino è solitamente dolcigno, probabilmente perchè tale lo vuole il gusto de’ senesi. Si consuma tutto nel paese e non se ne brucia nessuna parte per acquavite.

Gli alberi fruttiferi sono distinti in più di dodici specie, molte delle quali assai variate. Il totale degli individui non sorpassa forse di molto le quattro migliaja e mezzo.

Oltre il vigneto forse più di mille giornate di terreno sono divise in un notevole numero di poderi di diversa grandezza, comunemente recinti con muro a secco, o barbaro, come dicono i sardi.

In questi chiusi si alterna la cultura e la pastura. La produzione de’ medesimi è sempre di molto superiore a quella de’ terreni delle vidazzoni.

Pastorizia. Essendo ristretti i pascoli comunali dovea esser ristretto il numero del bestiame.

Il bestiame rude numera approssimativamente vacche 100, pecore 1200, porci 200, cavalle 40. Mancano le capre, perchè non trovasi un pascolo proprio alle medesime.

Le vacche e le pecore potrebbero essere in maggior numero, o anche in questo numero produrre di più, se fosse alle medesime assicurato l’alimento in certe circostanze. Le acque dell’Imbessu potrebbero servire a irrigazioni e conferire per una larga messe di fieni.

Il bestiame di servigio consiste in buoi 180, cavalli 50, giumenti 150.

Si nutre un certo numero di majali, e si educa gran quantità di polli.

Il bestiame manso dopo che ha fatto il servigio si manda nel prato, perchè pascoli e si nutra come può. Essi ne lasciano la cura a Dio, ma Dio punisce spesso i padroni non preparando il pascolo a quelle povere bestie. Questo però pare più che barbarico.

Il prato ha forse un’area di circa 350 giornate di terreno sabbionoso.

Il formaggio delle pecore non pare bastevole al bisogno della consumazione interna.

Commercio. I senesi vendono ciò che sopravanza a’ loro bisogni, e lo trasportano in Oristano con gran fatica e spesa per la difficoltà della via.

Le comunicazioni co’ paesi d’intorno sono pure difficili per gli spessi movimenti del solo.

Dista Senes da Assolo verso ostro-libeccio 2/3 di miglio, da Nureci verso libeccio-levante migl. 1 1/2, da s. Antonio, verso maestro-tramontana migl. 3.

Se il ramo che vuolsi fare dalla grande strada verso Mara, movendo da Sellori, si continui tracciandolo lungo la valle del Campidano d’Usellus, dove già passò toccando la colonia d’Uselli e proseguendo verso Fordongianos una strada maestra nell’epoca romana, allora Senes e gli altri paesi di queste regioni avrebbero comodità di poter mandare le loro derrate anche a Cagliari, dove il commercio è molto più vivo che nel porto di Oristano.

Se dall’antica via romana, che ho indicato, non si trova menzione nell’itinerario di Antonino, e se non restano vestigie, non si può metter in dubbio la sua esistenza, che provano le misure da Forum Trajani a Caralis.

Religione. Il popolo di Senes è ora soggetto all’arcivescovo di Oristano nelle cose spirituali, e il Fara notando le regioni che formavano le antiche diocesi de’ vescovadi poi soppressi o riuniti mostra di credere che anche ne’ tempi antichi Parte Valenza fosse sotto la giurisdizione del detto prelato. Io però credo altrimenti e tengo per certo che quando Uselli avea il suo vescovo, questi esercitava l’autorità vescovile non solo sopra i due dipartimenti di Parte Usellus e Parte Montis; ma anche sopra Parte Valenza, che è limitrofa a Parte Usellus, massime che Assolo non dista dall’antica città di Uselli più che migl. 3 1/2, e Senes non più di 4. In quei tempi le diocesi erano meglio circoscritte, che sieno state poscia e che sieno adesso.

La chiesa parrocchiale è intitolata da s. Giovanni Battista, ed è amministrata da un vicario, il quale è negli offici del suo ministerio assistito da un altro prete, e servito all’uopo da due cappellani.

L’altra chiesa che è in Senis è denominata da ss. Cosimo e Damiano.

Le feste principali e di concorso di forestieri sono per i suddetti titolari delle due chiese. In occasione delle medesime si corre il palio e il popolo si sollazza nella danza nazionale all’armonia delle canne, o lionelle.

Il cimiterio resta fuori del paese alla distanza di quaranta passi legali, prossimo però alla parrocchia, alla parte di settentrione.

Antichità. Non si può indicare in questo territorio, che un solo nuraghe, nel luogo detto Senes-Mannu, il quale si va disfacendo, e forse è ora più basso, che era nel 1832, quando elevavasi a metri 9.

Là dove osservasi quest’antica costruzione, cioè a poco meno d’un miglio dal paese verso ponente, vedonsi vestigia d’un antica popolazione, e porta la tradizione che ivi in tempi lontani abitassero i maggiori degli attuali senesi, e che il loro numero fosse assai notevole. E infatti il luogo ritiene ancora il nome di Senes-Mannu.

Tra gli altri ruderi si osservano le parti inferiori di due chiese che aveano titolari s. Martino e s. Vittoria.

Castello di Senes. Esso probabilmente fu costrutto nel secolo XI, quando dopo la espulsione de’ saraceni i sardi riacquistarono la loro libertà e i più potenti fra essi che avevano giurisdizione sopra popoli vassalli eressero tanti castelli; ma deve essere stato abbandonato prima del secolo XIV, perchè nelle storie di quei tempi, dove parlasi di altre castella delle regioni vicine, del castello della Marmilla, del castello del Gerrei, non si fa nessuna menzione del castello di Senes.

Basti aver indicato l’eminenza su cui sorgeva, perchè dei particolari della sua forma e grandezza nulla possiamo dire, non essendoci stato comodo di visi-tarlo, ed essendo paruta la fatica superiore al pregio dell’opera, per ciò che esso non era un castello storico.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Senis
17 Maggio: San Pasquale
24 Giugno: San Giovanni Battista, festa del Santo patrono - Riti Religiosi e festeggiamenti civili con manifestazioni di vario genere.
30 Luglio: Trofeo Città di Senis - Trofeo di atletica leggera, si svolge per le vie del paese.
26 Settembre: San Cosma e San Damiano - Riti Religiosi e festeggiamenti civili con spettacoli di intrattenimento in piazza